venerdì 14 maggio 2010

L'ASSISTENTE "PELOSO" DI SIGMUND FREUD

Sigmund Freud, il padre della psicoterapia, era un cinofilo superlativo. Amava a tal punto i cani che nell'ultimo periodo della sua vita, in occasione del suo compleanno, la figlia Anna faceva indossare dei cappellini da party alle bestiole di casa. Ognuno aveva il proprio posto a tavola, prendeva parte ai festeggiamenti e gustava la sua fetta di torta insieme ai membri bipedi della famiglia. A Freud piacevano soprattutto i chow-chow. Tra tutti quelli che possedette, il più importante fu Jo-Fi. Il grande psicanalista, convinto com'era che i cani fossero ottimi giudici del carattere delle persone e contribuissero a mettere a loro agio i pazienti, permetteva a Jo-Fi di assistere alle sedute di analisi. Se il paziente era calmo e tranquillo il cane gli stava sdraiato vicino, se invece era pieno di tensioni manteneva le distanze. Ma questo non era il suo unico talento, né il più utile. Jo-Fi riusciva immancabilmente a capire se una seduta era terminata. Trascorsi i 50 minuti canonici, il grosso chow-chow si alzava, si stiracchiava e si avviava verso la porta dello studio. Così Freud sapeva sempre quand'era ora di accompagnare il paziente all'uscita senza consultare platealmente l'orologio.

Nessun commento: